| Un vicolo sporco, debolmente illuminato da qualche lampione che emana una luce opaca ad intermittenza. Chiuso da una vecchia fabbrica grigia i cui fumi color ruggine solcano un cielo cupo, nuvoloso. Spinner's End in una notte qualunque.
CAPITOLO UNO
L'uomo stava rivolgendo uno sguardo assente all'oscurità oltre la finestra, così contrastante con le forti luci interne della fabbrica. -Piton!- L'uomo sussultò abbassando immediatamente il capo e riprese il suo lavoro. Avvertì lo sguardo del capo-officina e non osò voltarsi. Continuò ad alzare e abbassare la leva del carrello, in silenzio.
Era ormai notte fonda quando Severus Piton terminò il turno in fabbrica ed uscì nel vicolo per dirigersi, con pochi passi, a casa. Aprì la porta e gettò la sciarpa su una sedia. Fu allora che si accorse del gufo appollaiato sul tavolo. L'animale si risvegliò mostrando sotto il pelo folto una busta. Severus non vi badò: guardava accigliato il vetro rotto della finestra. Afferrò la bacchetta e la puntò mormorando appena qualcosa. Si voltò e andò di filato nel cucinotto per tornare con un paio di biscotti secchi. Lasciò che l'animale li mangiasse con tutta calma e andò alla porta per aprirla. Il gufo volò via con l'ultimo biscotto nel becco. Il mago si lasciò scappare un sospiro e tornò in cucina. Ormai quelle era abitudini di tutti i giorni. Una vita piuttosto monotona e sola. Mentre riscaldava la minestra sul fuoco, Severus si rese conto di quanto la sua vita fosse cambiata: e pensare che appena un anno prima avrebbe dato un braccio per un po' di quiete, lontano da tutti gli altri. Com'era possibile che ora si ritrovasse a pensare con rimpianto a quella vita? Tornò nel soggiorno con un piatto di minestra fumante e si mise comodo a cenare sfogliando speranzoso l'ultimo numero della Gazzetta. Ma anche quella lettura terminò come le precedenti. Gettando la gazzetta al lato opposto del tavolo, Piton si chiese se anche gli altri ex-studenti si trovassero nella sua stessa situazione. Alla ricerca di un lavoro...migliore. La vista della busta gli fece dimenticare all'istante ogni preoccupazione. Si alzò, allungandosi sul tavolo per afferrarla e vi lesse su di un lato il proprio nome. Cercò di ricordare chi avesse informato circa la sua residenza a voltò la busta. Gli bastò leggere due parole per avvertire un violento batticuore. Prese la lettera e scivolò nuovamente sulla sedia. E mentre angoscia e speranza si insinuavano nel suo animo iniziò a leggere.
Rilesse la lettera più volte mentre l'alcol gli annebbiava la vista. Le parole sembravano sciolte nell'acqua ma non perdevano il loro significato. Severus strinse il bicchiere tra le dita e lo scagliò con violenza contro il muro. Credeva di essersi rassegnato ma si sbagliava. Solo ora sapeva di dover rinunciare a lei. Per sempre.
CAPITOLO DUE
Lo sguardo dell'uomo si posò, come sempre, sulla finestra. Anche l'espressione era la stessa ma non i pensieri. Era riuscito ad abiatuarsi al vuoto che colmava le sue giornate. Ma la tristezza era più dura da sopportare. La giornata trascorse tranquillamente, quando la sera tornò a circondare ogni cosa Severus terminò il proprio turno ed uscì nel vicolo per tornare a casa. Ma si fermò quando alzando il capo notò di non essere l'unico a Spinner's End. Si fermò, incredulo. Che l'immaginazione avesse preso il sopravvento. -Evans?- disse, quasi non riconoscesse la persona che da anni portava nel cuore. -Severus- mormorò la ragazza sorridendo. Calò il silenzio. Severus osservò quel sorriso e gli parve che anche i rumori della fabbrica svanissero. Ma la sirena del secondo turno lo svegliò. -E' successo qualcosa?- chiese con una lieve preoccupazione nella voce. -No. Sono solo venuta a trovarti- Severus si avvicinò guardandosi intorno -Dov'è Potter?- -Non c'è- Il mago la guardò. -Sono sola- la ragazza si strinse nel cappotto -James è di turno per l'Ordine. Senti, mi fai entrare?- Piton annuì e, meccanicamente, fece per aprire la porta di casa. Ma si fermò. -Evans, io... la casa non è...- Lily rise divertita -Non preoccuparti. James è un tale disordinato!- -Non intendevo quello...- mormorò Severus. Entrarono e la lucedi una lampada ad olio illuminò una stanza piuttosto spoglia. Un tavolo, due sedie, un divano consunto e una vecchia credenza erano l'unico arredamento. Le finestre, prive di tende, si affacciavano su Spinner's End. -Tutto qui?- si lasciò sfuggire Lily arrossendo immediatamente per l'imbarazzo -Scusa! Io - Piton sospirò nascondendo malissimo il proprio stato d'animo. -Perchè sei qui? Per parlarmi del tuo matrimonio?- -Sì. Anche- Vi furono pochi minuti di silenzio. -Speravo che rispondessi alla mia lettera, Severus- disse Lily togliendosi il cappotto e posandolo su una delle due sedie -Posso vedere il resto della casa?- -...Certo. Ma non c'è molto da vedere- La ragazza sorrise -Non importa-
I due salirono le scale, oltrepassarono una porta che Piton indicò come quella della stanza da bagno ed entrarono nell'unica stanza rimasta. -Ma...i tuoi libri!- Lily osservò la stanza non molto diversa dal soggiorno: un letto, un vecchio tavolo e una libreria vuota. Una finestra sulla stessa via. -Dove sono i tuoi libri?- chiese. -Ho dovuto venderli- Piton si appoggiò alla porta -Per pagare il primo mese d'affitto anticipato- -Tu...ecco, non so come- mormorò Lily. -Vuoi sapere se riesco ad arrivare alla fine del mese?- chiese Severus con tono pacato. La ragazza arrossì. -La paga è bassissima ma per fortuna l'affitto non è molto alto. In un posto così- -Ti piace lavorare in fabbrica?- -Ha poca importanza. E' un lavoro. Piuttosto monotono ma almeno mi dà di che vivere- -E vivi così?- Piton non rispose limitandosi a guardarla. -Torniamo di sotto- Lily lo seguì per le scale, lentamente. -Non ti ho più visto dal giorno della consegna del diploma. Non ti ho neanche visto alla festa- -Non ci sono andato- -Severus- mormorò imbarazzata -Senti...si dice in giro...all'Ordine gira voce che tu stia con i Mangiamorte. E io Il mago si voltò a guardarla. -Non è vero- -...- -Sto solo cercando di vivere. Tranquillamente- si voltò -Una volta tanto - concluse sotto voce. -Ma Lucius a scuola era il tuo migliore amico. Lui ora è -La scuola è finita ormai- tagliò corto il mago tornando nel soggiorno. -Bè, Evans. Non ho molto da offrirti. Se ti accontenti di un bicchiere di vino elfico- La ragazza sorrise compiaciuta -I tuoi gusti non sono cambiati! No. Vorrei cenare con te- Piton si sorprese ma cercò di restare impassibile -Se lo vuoi davvero. Ma non posso permettermi nulla di lussuoso- "Anche se per te lo vorrei" pensò. -Non preoccuparti- alzò una borsa che fino a quel momento a Severus era passata inosservata -Ci penso io- Severus non rispose. -Dov'è la cucina? Qui?- Lily entrò nel cucinotto e posò la borsa sul lavello. Piton restò immobile a fissarla attraverso la porta. -Tu intanto fatti un bagno, sarai stanco dopo il turno in fabbrica- -Ho capito- Lily si stava legando il grembiule in vita e si voltò a guardarlo. -Sto solo sognando-
CAPITOLO TRE
Lily Evans guardò la via buia da una delle finestre. Si voltò a guardare la tavola apparecchiata e iniziò a chiedersi se avesse avuto davvero una buona idea. Nulla stava andando secondo le sue previsioni. Si diresse alle scale e salì finchè non udì il rumore dell'acqua corrente provenire dal piano superiore. Tornò nel soggiorno e qualcosa catturò la sua attenzione. Si avvicinò alla credenza e prese tra le mani una vecchia scatola di cartone, trattenendo il respiro per l'emozione. -L'ha tenuta...- mormorò con un filo di voce. Aprì la scatola, ormai così fragile, e si trovò a guardare delle foto. Le immagini la portarono lontano, a pochi anni addietro ma in una dimensione che le parve così lontana. Quasi dimenticata, allontanata dagli avvenimenti successivi. Sfogliò le foto e furono le ultime a sorprenderla maggiormente. Perchè non ricordava di essere stata fotografata. Sul fondo della scatola trovò un biglietto. Lo aprì senza preoccuparsi di poter essere scoperta.
"3 marzo Lily, ti sembrerò uno stupido quando leggerai queste parole. So che riderai come solo tu sai fare, facendomi sentire felice di starti accanto. Perchè solo tu riesci ad illuminare la mia vita. Forse ti chiedo troppo...se ti chiedo di amarmi.
Severus"
Lily tornò a guardare la data e si sentì mancare. Il biglietto le scivolò a terra mentre si portò una mano alle labbra per trattenere il primo singhiozzo portato dalle lacrime. -Lily- La ragazza alzò il capo e vide Piton guardarla interrogativamente. Poi il mago notò la scatola aperta e capì. Ma Lily non gli lasciò tempo per dire o fare nulla. Gli corse incontro abbracciandolo e nascondendo il volto rigato dalle lacrime. -Perdonami- Severus aveva lo sguardo perso nel vuoto. -Perdonami, ti prego!- ripetè Lily con la voce rotta. Il mago chiuse gli occhi e ricambiò l'abbraccio.
CAPITOLO QUATTRO
Lily e Severus cenarono in silenzio. Il mago non riuscì ad apprezzare fino in fondo il fatto di cenare in compagnia dell'unica persona che avesse mai amato. Ogni tentativo di mostrarle, con poche parole, la sua felicità veniva ostacolato dall'espressione di lei. Si sentì in colpa. Se solo avesse nascosto meglio quella scatola. Eppure qualcosa in tutto ciò che era accaduto lo confortava. Si era dichiarato. Lily sapeva. Ma questo avrebbe potuto cambiare le cose? -Perchè non me lo hai mai detto?- mormorò debolmente Lily. Piton la guardò -Perchè avrei dovuto dirtelo?- Il mago avvertì il rancore riaffiorargli nell'animo. Come quel giorno... -Stavo per venire da te con quel biglietto e l'anello -L'anello?!- sbottò la ragazza alzando per la prima volta lo sguardo. Piton riprese il discorso -Stavo attraversando il corridoio e ti vidi dalla finestra. Cercai di raccogliere tutto il mio coraggio ma quando tornai a guardarti vidi anche lui... Potter- -Sì, lui...noi quel giorno- -Lo so- il mago si alzò per portare in cucina i piatti ormai vuoti -A quel punto che senso aveva dirtelo?- Lily si voltò -Potevi dirmelo comunque!- -Perchè? Per dar modo a Potter ell'altro imbecille di prendermi ancora in giro?- -Sarebbe stata più importante la mia reazione! E sai che non lo avrei mai fatto, non ti avrei mai deriso!- abbassò il capo -Eravamo amici, Severus- -Lo so- Severus sorrise, immobile accanto alla porta della cucina. Trascorsero alcuni minuti di silenzio durante i quali il mago sparecchiò tavola. -Lily... faresti meglio a tornare a casa. E' davvero tardi- -E quell'anello?- Piton la guardò in silenzio, per qualche secondo. -Credo di averlo perso- -Ho capito. Posso tenere almeno il biglietto? Prometto che James non ne saprà mai nulla!- Piton alzò le spalle -Se anche fosse. Dubito che sappia davvero il mio nome- Lily lo guardò senza capire. -Per lui sono sempre stato Mocciosus- I due si guardarono negli occhi e non riuscirono a trattenere una debole risata. -Sii felice- Severus le scostò una ciocca di capelli dalla fronte -Promettimi che lo sarai, Lily- La ragazza abbassò il capo sentendo le lacrime bruciarle gli occhi. -Lily, promettimelo- -Te lo prometto- rispose infine abbracciandolo."Ma io...non sono più sicura di esserlo" Piton la abbracciò forte consapevole che non avrebbe più potuto tenerla così. -Posso sperare di vederti al mio matrimonio?- Il mago la scostò per guardarla in volto -Mi chiedi troppo. Ma ti penserò- "Ti penso sempre".
Pochi minuti dopo il mago aiutò la strega ad infilarsi il cappotto e le aprì la porta. -Arrivederci- -Addio, Lily- La ragazza indietreggiò di qualche passo uscendo nel vicolo ancora deserto. -So che non ci crederà ma... porta i miei auguri a James- Lily sorrise mentre una lacrima le rigò la guancia fermandosi sulla linea delle labbra. Annuì e si voltò incamminandosi lentamente. "Fermami, Severus" Alle sue spalle Severus prese da una tasca dei pantaloni un anello d'argento. Lo tenne stretto fra le dita senza togliere lo sguardo da lei. "Dimmi di fermarti, Lily"
Ma nessuno dei due parlò e l'oscurità della notte tornò a dividerli. |