La biblioteca privata di Severus

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CAPITOLO UNICO, quando una lettera può significare tutto
view post Posted on 7/6/2007, 18:58Quote
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Principe Mezzosangue

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Diario segreto di Severus Snape
31 luglio 1970
camera mia, h 18.20


Ho conosciuto qui, in questa casa, in questa stanza, ciò che più di ogni altra cosa cattura il mio interesse. Ed è qui che la mia sete di conoscenza diventa un bisogno. In questo inferno non mi è concesso conoscere un’emozione pulita. Le lacrime di mia madre e la violenza di mio padre mi hanno gettato in un abisso senza luce da cui non posso uscire giacchè, ogni giorno che vivo, l’oscurità diviene sempre più fitta. Sono nato e cresciuto in questo inferno oscuro. Ormai è entrato in me come un morbo dall’antidoto ignoto. Il tempo che trascorro nella mia stanza, fra le cantine, non è più vuoto ma ricco di sapere. Ogni altro rumore o suono, che sia un pianto o uno schiaffo, svanisce. V’è solo lo sfogliare delle pagine.
Ciò che il mio sguardo cattura, la mia mente imprigiona e il mio cuore ama. Ho desiderio di mettere in pratica il mio sapere. Non mi soddisfa più scagliare maledizioni alle ignare mosche che popolano i sotterranei di casa. Voglio un corpo più grande, più sofferente, più…umano. Sento che non potrò mai fare a meno delle Arti Oscure, non ci sarà un solo singolo secondo della mia vita che non sarà rivolto a esse. Questo sapere mi porterà lontano. Io credo…che mi sarà data la possibilità di mettere in pratica tutto questo sapere. E non la rifiuterò. Mi piacerebbe diventare un Auror. Li ho visti una volta, al Ministero. Parlavano di maghi oscuri ma non ho che una vaga idea di cosa intendessero con quel termine.

Ho bevuto il mio thè. Sul fondo della tazza, i semi hanno disegnato un’insolita forma…un teschio con una strana lingua.
Mi piace.

Severus


Diario segreto di Severus Snape
18 Agosto 1970
Camera mia, h 19.00


Mio padre è appena tornato da lavoro. Ho sentito mia madre chiudersi subito nel salotto piccolo. Sento i suoi passi sopra la mia testa. E quelli di papà, più lontani. Probabilmente è nella sala da pranzo, si sarà tolto il mantello e ora starà per sedersi sul divano, con un calice in una mano e il Dragon nell’altra.
Silenzio. Ora sento più solo il ronzio delle mosche.

Sembra che la mia partenza non susciti alcuna emozione in loro. Ma non mi importa. Ho atteso per anni la lettera da Hogwarts, il suo arrivo ha sempre significato per me uno spiraglio di luce. Farei qualsiasi cosa pur di andarmene da qui.
Quella sera lasciai la lettera nell’atrio e poco dopo osservai di nascosto mio padre intento a leggerla. Il suo volto ero privo d’espressione. Temetti per un attimo che mi avrebbe impedito di partire e quando lo vidi gettare la lettera nel fuoco del camino sentii bruciare anche il mio sogno. Delle mie speranze non sarebbe rimasto che un pugno di cenere. Ma il mio sogno ancora esiste, non è cenere, non è fra le fiamme. E’ imminente alla realizzazione. Finalmente a Hogwarts potrò soddisfare la mia sete di sapere.

Sento di nuovo i passi di mio padre…sopra di me. Trattengo il respiro certo che da un istante all’altro scoppierà l’ennesima lite. La sua voce mi raggiunge, decisa, non ammette obbiezioni.
-Seguirà la mia strada. Diventerà come me, come tutti gli altri-
Non capisco. Cosa significa?

Severus

Diario segreto di Severus Snape
21 Agosto 1970
camera mia, h 02.45


E’ successa una cosa strana a tavola. Cenavamo immersi nel silenzio, come sempre. Mio padre si versava il vino con espressione austera, mia madre tagliava il pasticcio di rognone con gli occhi arrossati. E io spostavo lo sguardo ora sulle bollicine rossastre che scivolavano nel calice, ora sulla lama che feriva la carne, infine sul piccolo elfo che guardava timoroso da dietro la porta socchiusa. Qui dentro gli elfi domestici non durano mai troppo a lungo. Hanno paura di mio padre e i pianti di mia madre non danno loro pace…finiscono con l’impazzire e si lasciano morire di crepacuore nel cortile dietro casa. Mio padre non sopporta di vederne i cadaveri in giro e ogni settimana ne cambia uno. Ma li capisco, credo che mi lascerei morire anch’io se non avessi una via di fuga.
Proprio a questo pensavo quando sentii la caraffa andare in frantumi. Mi voltai di scatto verso mio padre: si stringeva il braccio al petto e guardava preoccupato i frammenti di vetro sparsi sulla tovaglia fradicia di vino. Il suo gesto era davvero insolito e nuovo, per me almeno, e rimasi a guardarlo a bocca aperta. Ma lui non ha detto nulla, si voltò ed uscì. Guardai mia madre ma aveva ancora il volto chino, lo sguardo fisso sul piatto. Mi alzai, non avevo la forza di reggere le sue lamentele.
Mi stavo dirigendo alle scale per le cantine ma la luce che illuminava il corridoio filtrando dalla porta socchiuso del bagno catturò la mia attenzione. Mi avvicinai cautamente e sbirciai dentro. Vidi mio padre accanto al lavandino, stava sciacquando via il sangue dalla mano probabilmente perché si è ferito col vetro. Sebbene non potei impedirmi di provare piacere, il mio sguardo scivolò inconsapevolmente sul polso…e sull’interno del braccio. Mi è parso di vedere un livido rossastro sulla pelle. In quel momento non ci feci caso più di tanto ma ora non riesco a togliermi quel segno dalla mente. Mio padre si smaterializzò pochi istanti dopo. Che vuol dire? Dove è andato? Mia madre lo sa?
Ormai è tardi e non è ancora tornato. Non che questo mi importi ma…quel segno…non so perché ma ho ragione di credere che non fosse un semplice livido. Aveva una forma ben definita e ho come l’impressione di averlo già visto. E’ come qualcosa che non riesco a ricordare. Forse, in fondo, per me non è così importante. Per ora.

Severus

Diario segreto di Severus Snape
30 Agosto 1970
camera mia, h 19.10


Sono andato a Diagon Alley questa mattina. Avevo con me la lista delle cose da portare a Hogwarts e credo di dovermi ritenere fortunato di aver trovato tutto. Il vecchio proprietario del negozio di calderoni mi ha detto che negli ultimi giorni sono passati molti giovani a fare acquisti di pentoloni. Immagino che siano i miei futuri compagni di scuola. Ad ogni modo non sono rimasto a mani vuote anche se sarebbe stato un problema tornare a casa con un calderone in peltro. Per non parlare di tutto il resto.
Al Ghirigoro avrei voluto comprare l’ultimo manuale di Dante Tremante ma avevo giusto il denaro per comprare il necessario per la scuola.
Ho vagato per Diagon fino a sera. Ovvio, avevo trovato un modo per portarmi appresso tutti i miei acquisti senza il minimo sforzo. A che serve sennò l’incantesimo di riduzione?

Sebbene sia stato rilassante, e senza dubbio salubre, per me passare un’intera giornata via da casa…devo essere sincero: il momento più emozionante è stato nel tardo pomeriggio. Il sole stava tramontando e allungava dolcemente le ombre dando quell’atmosfera tipica dei giorni di fine estate in cui il caldo diventa sopportabile e quasi piacevole. Ad ogni modo detesto l’estate. Non so come ma mi sono ritrovato a percorrere la strada per Nocturn Alley. Avevo sentito parlare di questa parte della città durante le chiacchierate di mio padre con i suoi colleghi di lavoro e ho sempre desiderato poterci andare. E poche ore fa ero proprio lì. Non è come me lo ero sempre immaginato ed è difficile descriverlo a parole. Ogni angolo di quel luogo sembra abbia un lato oscuro nascosto. I negozi sono di gran lunga più interessanti di quelli di Diagon: vetrine polverose piene di oggetti strani di cui (per la maggior parte di loro) non ne ho capito l’utilizzo. Inoltre, sembra che la luce del sole non abbia mai illuminato questo luogo. Credo che ci tornerò spesso se ne avrò l’occasione. E comunque quando sarò un Auror ci verrò spesso qui perché sempre il luogo adatto dove poter mettere in pratica le Arti Oscure. E forse oggi ho anche visto uno di quei maghi oscuri di cui parlano gli Auror, dato che le persone che girano a Nocturn non hanno un’aria raccomandabile…

Severus

Diario segreto di Severus Snape
1 Settembre 1970
salotto, h 05.15


E’ insolito che io scriva sul mio diario in una stanza che non sia la mia camera. E’ quasi l’alba. Mio padre e mia madre ancora dormono e c’è una piacevole quiete per casa. Le tende sono tirate e lasciano entrare la luce grigia e fioca di un nuvoloso giorno di settembre. Sono stato in agitazione tutte la sera e non ho quasi chiuso occhio svegliandomi con largo anticipo. Fra poco più di un’ora passerà il bus per la stazione. L’Espresso per Hogwarts parte alle 11 in punto ma preferisco aspettarlo alla stazione piuttosto che in casa, magari sotto lo sguardo dei miei genitori che attendono impazienti la mia partenza. E poi forse alla stazione conoscerò già qualcuno dei miei compagni.
Se solo penso a quanto ho desiderato che arrivasse questo giorno. Sebbene non abbia mai visto Hogwarts già so che laggiù finalmente sarò libero di essere me stesso. E poi potrò approfondire le mie conoscenze e acquisirne di nuove.
Qui accanto ho i bauli con gli indumenti, i libri di testo (e non) e gli altri accessori. Non ho un animale da compagnia. Non lo sopporterei. Gatti, rospi, gufi…sarei un mostro se li obbligassi a vivere in una scuola. So bene come ci si sente a vivere in una gabbia.

Termino qui. Sembra una giornata fresca e piacevole, quel che ci vuole dopo il caldo afoso dell’estate. E poi oggi è il giorno in cui me ne andrò di questo inferno. Ricorderò questa sensazione per tutta la vita.

Severus
 
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