| 18 ottobre 1994 Sotterranei, ufficio di Severus Piton, h 17.38
Severus era fermo, immobile sulla porta. Black si dondolava sulla sedia. Un piede poggiato sul bordo della scrivania, l'altro a terra. I due maghi si scrutavano. Severus era livido in volto... Black invece manteneva quel suo sorrisetto beffardo. Gli occhi gli brillavano... Per alcuni istanti nella stanza, fu possibile udire il respiro dei due uomini... Improvvisamente Severus portò una mano sotto il mantello. Black se ne accorse... Sollevò la mano destra che aveva lasciato cadere lungo il fianco e cominciò a giocare con una bacchetta. La fissò per alcuni brevi istanti poi rivolgendosi a Severus: -Ho saputo che mi hai cercato con una certa insistenza di recente- Severus non rispose... Black lo incalzò: -Sai bene che la mia condizione non mi permette di uscire agevolmente allo scoperto... Dovresti sapere bene i rischi che corro- -Togli i piedi dalla mia scrivania...- furono queste le uniche parole che uscirono dalla bocca del professore di pozioni. -Abbi un po' di compassione, Severus... Sono stanco...- disse Black sogghignando... -Sei... Sei molte cose, Black...- disse Piton. -Bhè, spero di essere molte cose belle...- ribattè Black. -Se per te è una cosa bella essere uno st****o- rispose piccato Piton.
Black poggiò entrambi i piedi a terra... -E' evidente che non sei cambiato, Severus- Allungò quindi la mano sinistra. Lentamente raggiunse una sfera di quarzo che si trovava dall'altro lato della scrivania. La strinse, quindi si lasciò cadere sulla sedia con un tale slancio che la poltrona si inclinò all'indietro... Black stava chiaramente cadendo, eppure il suo viso recava ancora stampato un sogghigno di compiacimento. All'improvviso un lampo... la sedia cadde violentemente a terra. La sfera rotolò lungo un fianco della scrivania. Di Black nessuna traccia... Severus si diresse verso la scrivania, prese il ferma carte ma non accadde nulla...
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Pensieri di Severus Piton 20 ottobre 1994 Sotterranei, aula di Pozioni, h 11.06
Avrò esagerato...? Indubbiamente sì. Sono trascorsi due giorni e nulla è cambiato. Ho ancora impressa nella mente la sua immagine. Lui, Black, nel mio ufficio... seduto comodo sulla mia sedia, con quell'aria strafottente che neanche 12 anni di Azkaban hanno cancellato, o almeno scalfito. La stessa espressione presente nei miei ricordi di adolescente... quando celavo ciò che veramente desideravo dietro una coltre di odio. Sono passati diversi anni, forse molti, il mio modo di pensare, vedere e vivere le cose è cambiato. Ciò che non mi ha ancora abbandonato è il mio stupido orgoglio... e il timore di restare ancora solo. E' questo che mi impedisce di raggiungerlo... Per lui sono sempre stato uno scherzo, lo sarei stato anche questa volta...? Perchè non ne sono certo? Da dove nasce questa incertezza? Il dubbio che forse, per una volta, avremmo potuto essere seri e sinceri...
E' ancora tutto nella mia mente. Sono in grado di rivedere la scena, quasi si ripresentasse... e vorrei davvero fosse così, le cose andrebbero diversamente. Non ero certo di cosa stessi facendo, me ne sono reso conto dopo... quando era troppo tardi, quando Black non c'era ormai più, quando ero rimasto solo. Ancora. Desideravo rivedere Black, lo desideravo da giorni...più di ogni altra cosa. Più che poter cancellare ogni mia scelta passata e sbagliata. Credevo che non avrei potuto provare un desiderio più grande di questo... e lo credo ancora. Un sentimento che mi aveva portato a mettere da parte gli impegni scolastici e me stesso per dedicarmi alla sua ricerca. Mi sono spaccato la testa per trovarlo, tornando a casa con la rabbia e la delusione di averlo perso per un soffio. E ritrovarlo qui. Credo di aver provato più emozioni in quell'istante, la delusione aveva ceduto il posto alla sorpresa, poi alla gioia e infine all'ira. Avrebbe potuto essere una visione e in questo caso avrei messo a soqquadro l'ufficio...se non mi avesse fermato. Lo avrei colpito, ero pronto a farlo senza neanche lasciargli il tempo di proferire una singola parola. Ma l'ho colpito, in ogni caso. Non credevo...io non pensavo che se ne andasse così... senza controbattere, senza colpirmi più forte di quanto avessi fatto io. Ha sempre vinto contro di me, ricordo ogni sua battuta sul sottoscritto... tuttavia...sento di aver perso. Non è questo ciò che volevo, restare solo... restare senza di lui. No... non l'ho mai voluto.
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Pensieri di Severus Piton 20 ottobre 1994 Sotterranei, aula di Pozioni, h 21.20
La luce del giorno è scivolata via senza che me ne accorgessi. Ora la luce della luna illumina debolmente e in parte l'aula, impedendo all'oscurità di inghiottire ogni cosa, mentre il vento notturno fa vibrare leggermente i vetri. E' angosciante non poter fare altro che aspettare. Osservare, sperare e attendere un suo segno... soprattutto perchè sono certo che sto aspettando invano. Il nostro odio è cosa reciproca, mai celata, che si protrae da anni... quando è stato che il sentimento è cambiato anche per lui? Cosa si aspettava da me? Perchè non è rimasto... a combattere contro di me... e a vincere. Come è sempre accaduto. Questo mi aspettavo, seppur diversamente da ciò che desideravo.
Un altro errore. Che non posso dimenticare e di cui porterò il segno. Una ferita ancora più profonda di quella che porto sul braccio. Anche questa notte la trascorrerò nell'ufficio, davanti al caminetto spento, osservando quella sfera di quarzo e cercando in essa una risposta, una via da seguire per arrivare a lui. Per quanto andrò avanti così? Non sono passati che due giorni e già mi pare che secoli mi dividano da quel momento in cui ho spezzato tutto.
Tuttavia... potrei voltare pagina. Cancellare tutto e continuare a vivere come se nulla fosse avvenuto. Nessun messaggio, nessuna ricerca, nessun ricercato nel mio ufficio... nessun errore. Semplice e comodo. Troppo... e sarebbe l'ennesimo errore. Non me la sento di dimenticare tutto. Non lo farei nemmeno se avessi la certezza di averlo perso per sempre, Black. Al momento... è solo ancora un timore. Eppure mi conosco e so bene che arriverò molto vicino a questa possibilità... perchè il male è l'unica cosa che riesco a dimostrare... a me stesso.
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Diario di Severus Piton 4 ottobre 1994 Hogwarts, aula di Pozioni, 17.16
Quest'anno l'inverno è gelido. Immagino che il calore della Sala Grande renderebbe meno inospitale la vista del giardino immerso nella nebbia... dalle finestre dei Sotterranei...tutto pare ancora più freddo. E' un freddo che mi entra nelle ossa e che nemmeno una tazza di thè caldo riesce ad indebolire. Mi chiedo... se questo possa fermarlo. Azkaban è un luogo gelido...ciò dovrebbe averlo abituato a situazioni di tempo avverso. Eppure... non riesco a stare tranquillo. Non ho ancora preso una decisione su come muovermi per avere uno straccio di informazione su Black. A colazione è arrivata l'ennesima lettera a Potter...evidentemente il gufo è partito in nottata per passare inosservato. Non ci sono neanche riunioni dell'Ordine in programma...il che ha i suoi lati positivi, dopotutto. Vorrei solo sapere qualcosa senza dover stare appresso a tutti! Confiscare le lettere a Potter. A questo punto non vedo altra soluzione. Devo entrare nel Dormitorio, di nascosto. Forse... all'ora di cena...
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Diario di Severus Piton 4 ottobre 1994 Hogwarts, ufficio, 21.12
Mi sento ancora gelare il sangue nelle vene. Difficile cogliermi così di sorpresa...per una cosa simile. La mia razionalità mi ha sempre impedito di nascondere la mia incredulità per una scienza come la Divinazione. Tuttavia eccomi qui... ancora scosso per ciò che ho sentito, visto...questa sera. Mi aspettavo di avere finalmente qualche lettera in mano, speravo soprattutto... in verità avevo il presentimento che qualcosa mi avrebbe impedito di addentrarmi nel Dormitorio grifondoro, durante la cena. E così è stato, in effetti. Sono rimasto chiuso in ufficio fino alle 20, quando mi sono assicurato che ogni studente fosse nella Sala Grande, e sono uscito. Salivo le scale immerso nei miei pensieri, io credo, perchè ho raggiunto il settimo piano lasciandomelo alle spalle e proseguendo. Solo quando mi sono, per forza di cose, dovuto fermare davanti ad una porta mi sono accorta di essermi lasciato guidare dalle mie preoccupazioni. Il silenzio era a intervalli interrotto dal verso lugubre di alcune civette. Possibile che fossi finito fino alla Torre Ovest? Maledicendomi per l'accaduto e per il tempo perso, tornai sui miei passi... fermandomi appena ebbi la strana sensazione che il canto animale si fosse tramutato in un lamento umano. Ero nei pressi della Torre Nord... non fu difficile indovinare di chi fosse quella voce. Sibilla. Proseguii sentendo la sua voce sempre più vicina. Avrei dovuto capire...sapere che avrei fatto meglio ad andarmene, tornare nei miei Sotterranei. Ascoltare di nascosto le parole di quella donna...già una volta mi ha cambiato la vita. Sarò superstizioso, stupido forse... eppure... Entrai nella Torre e allungai la mano per afferrare l'anello della botola, tirai scansandomi e osservai la scala argentata scivolare al mio fianco. Salii, certo di trovarmi davanti Sibilla in preda ad uno dei suoi soliti (quanto finti) attacchi di trance... gli occhi sbarrati, le mani ad afferrare l'aria e la bocca spalancata... Ma quando mi ritrovai immerso nella debole luce rossastra della stanza, vidi solo la sua sagoma scura alla finestra, di spalle, le braccia penzoloni lungo i fianchi. Dondolava lentamente la testa come volesse accompagnare il suono della sua voce, del suo canto. In quattordici anni credo di non averla mai vista così. Mi feci largo fra tavolini, poltroncine e sgabelli, la chiamai ma non mi sentì. Ritentai. Nulla. Indietreggiai ma nel farlo sfiorai con la mano una tazza su uno dei tavolini. Questa rotolò sulla tovaglia rossa e cadde a terra frantumandosi e spargendo i fondi di thè sul pavimento. Feci per estrarre la bacchetta ma un guizzo lucente catturò la mia attenzione. Spostai lo sguardo sulla sfera di cristallo posta sul mobile... ...Sono trascorsi pochi mesi dall'ultima volta che l'ho visto ma anche dopo i dodici anni di Azkaban lo riconoscerei fra mille. Mi avvicinai alla sfera, senza esitazione...forse inconsciamente desideroso di averlo finalmente trovato... Il viso era meno sciupato ma sempre segnato dalle difficoltà, lo sguardo sempre vivo... stava parlando... non sentivo la sua voce, leggevo il movimento delle sue labbra e le parole mi comparivano nella mente come scritte con inchiostro su una pergamena. Ma svanite man mano che venivano scritte... e ora, in preda allo smarrimento, non ricordo che poche parole...
L'ippogrifo che ho per compagno... ...una nave che solca le acque. ...nessun vascello poté superarlo in gara, volando con ali come fossero vele. ...i porti dell'Adriatico infido o le Cicladi... ...l'orribile mar Nero dove fu... ...nella foresta proibita, la sua voce fischiava tra le foglie. ...questo tu lo sapevi, e i boschi di Hogwarts lo sanno ancora, ...tempo in cui si alzava sopra la loro cima ...spiegò le ali dentro i suoi cieli ...per mari tempestosi, condusse il suo nuovo padrone sulla rotta dove spirava il vento ...navigando da quel mare del diavolo a questo limpido lago. ...ora non più solitario mi dedico a...
Black, dove sei?
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Pensieri di Severus Piton 21 ottobre 1994 Ufficio di Silente, h 20.41
Non so decidermi. Cosa fare di questi ultimi giorni. Se cancellarli, lasciarli scivolare in questa luce affinchè li porti via da me, illudendomi che non siano mai esistiti. O tenerli stretti a me... Quanti ricordi ho rinchiuso in questo bacile? Sperando di alleviare ferite e sensi di colpa. La mia vita si può forse definire spensierata per questo? No. E questa volta non sarà diverso. La luce del pensatoio mi illumina il volto chiamando i miei pensieri... pare una buona offerta. Tuttavia... perchè questa possibilità mi suscita angoscia? Disagio... Perchè lasciar vivere il suo ricordo in questo vortice luminoso? Sirius Black non può vivere dentro di me? E se la cosa migliore fosse che il suo ricordo svanisse col tempo? O con un incantesimo? Libero. Del resto, lui non ha desiderato altro per dodici anni e io... ora... non voglio forse la sua... felicità? Sì... ma vorrei anche la mia. La verità è che non posso fare a meno di lui. I giorni trascorrono e si fa sempre più presente la certezza che io l'abbia perso per sempre. Non posso perdere anche il suo ricordo.
Maledizione! Ne parlo come se fosse morto! No, terrò dentro di me ogni cosa. La ricerca, la notte trascorsa in quel castello in rovina, la rottura... la sua immagine. La sua espressione... la tengo per me, solo per me. E mi riprendo ogni ricordo che ho versato qui dentro. Ora immergo il volto in questa luce intensa per riprendere ciò che è mio. Ciò che ho vissuto e voglio rivivere.
Questo non lo rammento. Forse non è mio. Sono accanto a Silente. Che sia suo? E' il Ballo del Ceppo del '76, al mio sesto anno a Hogwarts. Un brutto ricordo. Non che desiderassi andarci con una ragazza, volevo evitare tutto e magari muovermi indisturbato in biblioteca. E comunque Black e Potter avevano fatto in modo che a nessuna ragazza venisse in mente di invitarmi. Non dimenticherò mai quel caos nello spogliatoio femminile... Ma perchè mi trovo qui? Questo ricordo non mi appartiene... tuttavia... dev'esserci anche lui. Eccolo infatti. E' veramente... attraente. Devo ammettere che lo è sempre stato. Potevo batterlo solo sullo studio, ma per il resto... L'odio non mi ha impedito di notare tutto questo. Anzi, proprio questo ha suscitato il mio rancore. Scherza con Lupin, certo Potter è troppo occupato con la Evans. Ma cosa guarda? Sposto lo sguardo finchè vedo... me stesso. Ma... osservava me? Possibile che... Mi avvicino, la sua immagine si delinea perfettamente davanti a me, sento la sua risata. Probabilmente pensava al prossimo scherzo... non importa. Alzo la mano verso di lui, vorrei raggiungerlo, toccarlo. E' ancora un adolescente ma riconosco in lui l'uomo che è ora. So di non poterlo nemmeno sfiorare ma tento invano, infastidito. Ma qualcosa mi colpisce alla schiena e io indietreggio sorpreso. Le note del Ballo svaniscono, torna il silenzio. Le luci della Sala Grande si spengono, torna la sola luce del Pensatoio ad illuminare la stanza. Sono di nuovo solo. Si è aperta una finestra, mi ha colpito una folata di vento gelido. Ormai soffia imperturbabile da giorni...
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Pensieri di Severus Piton 22 ottobre 1994 Sotterranei, ufficio, h 17.40
Sono rientrato per il buio. Sarei rimasto volentieri ancora fuori da queste mura che ormai sento troppo strette per me. Approfittando della giornata libera sono uscito stamani, alle prime luci dell'alba. Ho costeggiato il lago e raggiunto a piedi Goldrick's Hollow... non ci andavo da quattordici anni e, sebbene fossi consapevole di cosa non avrei trovato, mi ha sorpreso vedere un paesaggio così diverso da come lo ricordavo. Non era nei miei programmi, pensavo semplicemente che mi avrebbe fatto bene uscire un po' e magari cercare qualche erba per le lezioni. Ma sovrappensiero mi sono ritrovato qui. Le rovine e l'erba bruciata non ci sono più, è divenuto un normalissimo lembo di prato. Riuscirò mai a considerarlo tale? Mi sono lasciato sorprendere dai ricordi ed era ormai sera quando ho socchiuso gli occhi per la stanchezza. Il vento non è cessato per un istante, il gelo mi è entrato nelle ossa ma non pareva importarmene. Il desiderio di poter tornare indietro è sempre più forte e mi chiedo come io possa soddisfarlo... o reprimerlo. Non so se rifarei gli stessi errori... d'altronde quei quattro non hanno mai cercato di farsi apprezzare da me. Ho trascorso gli ultimi anni serbando rancore per ciò che mi avevano fatto passare, gli insulti e gli scherzi atroci... e ora non capisco cosa sento. Ma questo sentimento che mi distrugge non è odio, è tristezza. E rivivrei tutto, ogni umiliazione, pur di rivederli ed essere al centro della loro attenzione. Non so quanto sia giusto questo ma è così insopportabile essere solo. Non ho più nulla da invidiare a loro... da ragazzo avrei pensato di essere vincitore, almeno una volta, in una situazione come questa. Eppure mi sento così vuoto... mai avrei creduto di sentirmi perso senza di loro. Senza... di lui. Forse, in definitiva, non mi è mai importato molto di vincere contro di loro, desideravo solo potermi confrontare con lui. Non accetto che le cose vadano così, ho perso Potter... non posso perdere anche Black... non lo accetterò mai. Devo ritrovarlo...
Passeggiando fra i campi, di ritorno a Hogwarts, il vento mi soffiava fra i capelli e ho ricordato quella notte... al sesto anno, quando rischiai la vita. Anche quella notte l'aria era gelida. Ricordo i suoi capelli neri nel vento e quella strana luce negli occhi, avrei dovuto capire che non mi avrebbe mai rivelato il segreto di Lupin... non senza assicurarsi che non potessi farne parola con alcuno. Perchè ora, di quell'episodio, rammento soltanto la sua immagine? Il resto è come fosse svanito nel tempo, non sono rimaste che la sua espressione e le sue parole. Nei miei pensieri non v'è posto che per lui, Sirius Black.
Dovrei pensare meno al passato e cercare di migliorare il presente. Per me e per lui. E' ancora un ricercato, lo resterà per tutta la vita? E io avrò ancora una possibilità per dimostrargli che sono cambiato? Possibile che Silente non faccia nulla? Black dovrebbe essere qui, a Hogwarts, non c'è luogo più sicuro! Mi accerterei pure io che non ci sia una fuga di notizie. O potrebbe fermarsi a Grimmauld Place 12, in fondo quella è casa sua... devo fargli recapitare una lettera o almeno parlarne a Silente.
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Pensieri di Severus Piton 24 ottobre 1994 Sotterranei, aula di Pozioni, h 18.23
Ho terminato di correggere tutti i temi. Ovviamente non ci sono stati miglioramenti, non che la cosa mi importi ultimamente. Ho scritto una lettera a Silente, due sere fa, e gliel'ho lasciata in ufficio ieri mattina, lui era già sceso per la colazione. Credo l'abbia letta in mattinata ma non ho ancora ricevuto risposta. Forse ho commesso qualche errore, ancora... Non mi è parso di essere stato troppo esplicito. Che non mi sia spiegato bene? Silente non sa che il motivo che mi spinge a cercare Black ora è cambiato. Avrà pensato che ancora fremo dal desiderio di rimandarlo ad Azkaban e magari di ricevere un Ordine di Merlino. Ah, al diavolo l'Ordine e Azkaban! Voglio qui Black! Per me... e per nessun altro motivo... Riprenderò a cercarlo, da solo. So che non ci saranno indizi questa volta. So anche che è al sicuro, non è uno stupido, se la sa cavare. Ma non è questo a preoccuparmi... voglio e devo sistemare la nostra situazione o almeno chiarire la mia posizione.
Sa che prima o poi dovrà morire. Sa che non vuole morire senza avere amato.
Black... Sirius... possibile che io debba pagare così tanto per un errore? Ciò che non vuoi tu, non lo voglio nemmeno io.
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