La biblioteca privata di Severus

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Principe Mezzosangue

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Diario di Severus Piton
25 dicembre 1995
Spinner's End, h 22.41

Ho fatto una breve scappata a casa. Ho bisogno di una notte, una soltanto. Per pensare e scegliere. L'indecisione che ho avvertito nel momento in cui sono stato posto davanti a questa scelta mi ha fatto riflettere. Evidentemente mi sbagliavo. Sono stato un superficiale a pensare di aver fatto, una volta tanto, una scelta per la quale non avrei più avuto dubbi. O ripensamenti. E ora, eccomi qui, a chiedermi ancora da che parte stare. Ho fatto il doppiogioco a favore e sfavore di tutti...ma non posso continuare così. Questa guerra non continuerà in eterno ed è ora che io decida cosa sono disposto a perdere in attesa che tutto questo abbia una fine.

Ciò che vorrei, davvero, non è realizzabile. Ed è un pensiero così intimo che tento di nasconderlo anche a me stesso. Malamente. Ha volontà propria e prende il sopravvento gettandomi in una sconfinata solitudine. Chi sono pronto a perdere? L'amico che ho sempre avuto o quello che ho sempre desiderato? Non sono più un ragazzo e loro non esistono più. Devo smetterla di rincorrere quel sogno. La loro morte non ha cancellato l'invidia e l'ammirazione che provavo per loro. Perchè? Perchè loro continuano a vincere contro di me nonostante non esistano più?

Oggi sono stato costretto da Silente ad andare al cenone di Natale che Molly ha organizzato a Grimmauld Place. Tentavo di non darci importanza ma era difficile non notare il trio all'altro capo del tavolo: James Potter è stato sostituito degnamente dal figlio. Si potrebbe dire che quel trio non si sia mai sciolto. E per certi versi è rassicurante. Io...davvero non capisco perchè nonostante tutto loro abbiano un così alto valore nella mia vita. E vorrei capirlo. Dare una risposta a questo dubbio che ancora mi tormenta dopo quasi trent'anni. Bramo una risposta e allo stesso tempo la temo. Per questo ho evitato le attenzioni di Silente, a cui non è sfuggita la mia preoccupazione, e ho lasciato la sede prima di cedere alla tentazione di scambiare due parole con Remus. Ho sempre perso contro di loro...se rivelassi i miei dubbi renderei ancor più palese la mia sconfitta.

Non è già questa una risposta? Sono loro che non sono disposto a perdere. Non Lucius, non gli altri mangiamorte... Tuttavia, ciò che desidero non posso realizzarlo. Non so che fare, chi scegliere...

Diario di Severus Piton
5 gennaio 1996
Spinner's End, h 11,41

Alla fine non sono tornato ad Hogwarts. Mi sono concesso un periodo di assoluto silenzio, lontano da tutti e soprattutto da quell'insopportabile caos in cui si trova la scuola durante le feste. Qualcuno (sospetto di Minerva e Remus) è venuto a cercarmi nel pomeriggio dell'ultimo dell'anno. Ero al piano di sopra ma ho sentito chiaramente che bussavano alla porta. Li ho lasciati fare. Un paio di ore dopo è arrivato anche Silente (evidentemente Minerva aveva chiamato i rinforzi) ma a lui è più difficile nascondere qualcosa. Non ha neanche bussato, si è limitato a dire di sapere che ero in casa e che se la mia scelta era di trascorrere il Capodanno da solo, lui non avrebbe interferito. Per tutti i gargoyles! Ma se gli altri anni mi ha sempre impedito di lasciare Hogwarts (o Grimmauld Place)! Quel vecchio pazzo...

Restare solo non mi è servito a trovare una soluzione. Non che mi aspettassi di cancellare ogni dubbio. Per tutta la vita non ho fatto altro che sentirmi a disagio da ogni parte, ho sempre vagato da una parte all'altra. Non posso pretendere di trovare una risposta. Perchè non c'è.

Odio questo periodo. Capodanno è passato...sono stati due giorni come gli altri e forse per la prima volta in vita mia. Domenica sera (o al più tardi lunedì mattina) dovrò tornare a Hogwarts. Non sarebbe così terribile se martedì non fosse il mio compleanno. Dovrò sopportare i sorrisi e gli auguri dei colleghi a causa di un giorno che per me non ha alcuna importanza.

Diario di Severus Piton
9 gennaio 1996
Spinner's End, h 20.08

Anche questo è passato. Non aspiro a morire ma mi chiedo quanti giorni così sarò ancora costretto a vivere. Ho trascorso l'intera serata scorsa a studiare un piano di fuga che mi permettesse di essere presente alle mie lezioni per poi sparire dalla circolazione in ogni secondo vuoto. Tanto per cominciare avrei fatto a meno della colazione. E, diversamente dall'anno scorso, all'alba mi sono diretto in aula per chiudermi dentro. Evidentemente gli altri si aspettavano una simile mossa perchè con ben mezz'ora di anticipo rispetto l'ultima volta, si sono presentati alla porta del mio ufficio. Non ricevere risposta non li ha abbattuti e quel nanerottolo di Vitious ha proposto di proseguire le ricerche nell'aula di Pozioni. Per fortuna avevo già provveduto a chiudere con un incantesimo (mi sarei giustificato dicendo che era una semplice difesa dagli studenti che si professano ladri di pozioni nel tempo libero). Alla fine si sono diretti in cortile probabilmente con la speranza di trovarmi nascosto dietro un cespuglio. Ho aspettato pazientemente l'inizio delle lezioni approfittando del solito chiacchiericcio per togliere punti e assegnare punizioni. Pare che ormai tutti sappiano che oggi è il mio compleanno e di questo devo ringraziare Potter.
Tutto sommato le lezioni sono state tranquille, anche nel pomeriggio dopo le 2 ore per il pranzo che ho trascorso chiuso in aula. Alle 17 potevo finalmente tirare un sospiro di sollievo, tornare rapidamente in ufficio e prendere la metropolvere per trascorrere le ultime ore della giornata a casa.

Temo comunque che ciò che sono riuscito a risparmiarmi oggi dovrò sopportarlo domani, quando tornerò alle normali abitudini ma non sarà il mio compleanno quindi avrò tutti i diritti di mandare i colleghi al diavolo. Non ho potuto evitare i soliti bigliettini da parte delle studentesse dell'ultimo anno perchè fare una lezioni senza studenti è impossibile (ma l'ambiente risulterebbe senz'altro più silenzioso). Segretamente queste piccole cose riescono sempre a strapparmi un sorriso. Probabilmente perchè simili attenzioni femminili non le ho mai ricevute da ragazzo e ora, sebbene sia tardi, questi gesti sono una piccola consolazione. Inoltre sta diventando sempre più difficile esprimere una rabbia inesistente non appena un biglietto scivola sulla cattedra...
Mi è arrivata una breve lettera di Myra insieme ad una nuova confezione di pergamene. E' una chiara richiesta di scriverle di più e non le do torto. L'ho molto trascurata negli ultimi mesi. La lettera riportava a grandi caratteri gli auguri per un sereno compleanno. Myra sa che non potrei mai prendermela con lei e ne approfitta. Ma non mi dispiace.
La sorpresa è stata ricevere la lettera di un'altra mia ex studentessa, Anna Malfoy. Non so da dove abbia avuto certe informazioni dal momento che le sue scelte l'hanno allontanata dalla famiglia. Forse ha contatti con qualcuno del Ministero o dell'Ordine. Spero che le sue siano convinzioni frutto della fantasia tuttavia è andata pericolosamente vicina alla verità. E ciò mi allarma. So che Silente le aveva richiesto di tenersi in contatto con lui, forse hanno discusso di me. Ho riletto più volte la lettera e sinceramente, in un giorno come questo, l'ultima cosa che avrei voluto era sentirmi circondato dai dubbi dopo aver cercato di sfuggire dai colleghi.

"Mi creda, darei qualsiasi cosa per riuscire a farmi capire, per avere la certezza di non essere fraintesa. So che Lei, in parte giustamente, non attribuisce troppa importanza ai commenti spesso sconsiderati e puerili di noialtre studentesse, ma vorrei disperatamente che Lei mi credesse e fosse disposto ad accordarmi, non fosse che per qualche istante, la Sua attenzione.
Lei sa da quale maledetta famiglia io provenga, e sa anche che quella famiglia l'ho rinnegata, sacrificando posizione sociale, benessere economico e presunta rispettabilità. I miei zii e mio cugino Draco non pronunciano nemmeno più il mio nome. Non importa. So di aver fatto la scelta giusta, e so che questa scelta, quella di voltare definitivamente le spalle alla crudele ideologia dell'Oscuro, alle atrocità vigliacche e meschine dei Mangiamorte, a tutto il bagaglio di bassezze e di degradazione che appartiene a quell'utopia distorta che è il loro pensiero, questa scelta, dicevo, Lei è in grado di farla, ha in Lei il coraggio, la dirittura morale, la forza di compierla, una volta per tutte, definitivamente.
So che il passato Le pesa, e non poco. So che alcuni di coloro che oggi combattono il Signore Oscuro non sono esenti da colpe nei Suoi confronti, ma Lei non può e non deve permettere che il giusto risentimento nei loro confronti Le impedisca di compiere la scelta più giusta.
Non è vero che non c'è una risposta. La risposta è nella caparbia, ostinata cura che quotidianamente ha per Lei il Preside. Anche se a volte appare invadente e inopportuno, il suo è un atteggiamento dettato dall'assoluta convinzione che Lei, Professore, in fondo al Suo cuore sappia benissimo quale sia la scelta da fare. La risposta è in Hogwarts, quel luogo così onnipresente nei nostri pensieri, così opprimente a tratti, ma così difficile da dimenticare e da abbandonare, perchè in realtà esso è l'unica vera nostra casa. La risposta è anche nei Suoi colleghi, per noiosi e fastidiosi che a volte appaiono, ma la cui presenza un po' ingombrante spesso nasconde un sincero ed attento affetto (penso a Silente ed alla McGranitt); la risposta può essere persino in noi studenti, che saremo anche insopportabili e sfaticati, ma quando qualcuno di noi si impegna veramente al massimo, come la Granger, o come Lei sa che io ho sempre fatto prima che le circostanze mi allontanassero dalla scuola, allora possiamo anche offrire ai nostri professori qualche soddisfazione.
Io sento, so, che i Suoi dubbi le fanno onore, che rappresentano la prova più evidente che in Lei c'è ancora molto di giusto, di onesto, di leale, che in Lei c'è un cuore ed una mente che rifiutano, che hanno orrore del male, della violenza e dell'ingiustizia.
Avverto la Sua solitudine, e ne soffro, persino Lei non può immaginare quanto. Ma La prego, nel momento in cui Lei si domanda che cosa è disposto a perdere, si ricordi che l'unica cosa veramente importante è non perdere se stessi.
Non permetta alle amicizie sbagliate dell'adolescenza (e neanche alle inimicizie di allora) di condizionare il Suo presente e soprattutto il Suo futuro. Lei stesso dichiara apertamente, in una frase estremamente rivelatrice, chi fra le persone che La circondano non è disposto a perdere, e quella frase che mi ha riempita di gioia Le fa davvero onore.
Non la rinneghi, quella frase, adducendo come scusa un attimo di deprecabile debolezza. Lei sa benissimo che le cose non stanno così, che non si tratta di debolezza ma soltanto del riconoscimento della verità.
La prego, rinneghi piuttosto, una volta per tutte, la parte peggiore di quello che è stato il Suo passato e che è ancora, in parte, il Suo presente. Mio zio Lucius, i suoi scellerati amici, i loro vigliacchi, avidi, bestiali servitori non meritano da Lei la qualifica di "amico".
Spero che i giorni di solitudine a Spinner's End Le siano stati utili a riflettere e ad accettare (non mi permetterei mai di usare la parola "capire") quella che è la decisione giusta da prendere. Una mente eccezionale come la Sua non ha bisogno di nulla, ma spesso il silenzio e la solitudine si rivelano più amici di quanto si possa ritenere. La scelta giusta, Lei l'ha già fatta nel profondo del suo cuore. Quelli che apparentemente sono dubbi, che Lei esterna, in realtà sono solo la voce della verità, della giustizia, dell'onore, che reclamano il loro posto.
Forse dovrà tenerla ancora nascosta, la Sua scelta, per la Sua incolumità e per meglio lottare contro i Suoi nemici. So che ha il coraggio, la forza, la determinazione per tutto questo, e che le Sue straordinarie competenze in campo magico Le saranno certamente di aiuto.
Io, anche se non sono più Sua allieva, mi sento fiera del mio Professore. Non le faccio gli auguri per domani, perchè so che non Le sarebbero graditi, ma Le assicuro, come sempre d'altronde, tutto il mio affetto e la mia stima.
Non ho mai nascosto di volerLe bene, anche se i compagni di scuola mi prendevano in giro per questo.
In fondo al cuore, ho sempre saputo di non sbagliarmi.

La prego, abbia cura di sè.
Anna Malfoy "

Più rileggo queste parole e più ne sono convinto: ha parlato con Silente. E forse anche con Narcissa. Dovrei circondarmi di barriere più forti. A volte vorrei semplicemente svanire.

Diario di Severus Piton
15 gennaio 1996
Hogwarts, Aula di Pozioni, h 11.33

Pessimo inizio di giornata. Sarò costretto a vietare il passaggio di gufi e civette nel mio ufficio. E' già abbastanza penoso e complicato vedersi affogare fra i propri dubbi e pensieri. E le persone che dicono di volermi aiutare non fanno altro, con le loro belle parole, che spingermi ancor più giù in quell'abisso senza luce. So di poter sbagliare, anzi credo di non aver fatto altro per tutta la vita. So cosa ho fatto, non lo dimentico. E so cosa farei, cosa vorrei fare se pensassi ai miei ricordi. Tutti, nessuno escluso. Mi basta pensare a mio padre...a quante volte, per causa sua, ho visto il sangue scorrere sul corpo di mia madre. A quei lividi...così colorati, come avessero le mille sfumature di un incatesimo. Faceva questo mio padre, senza magia. Aveva nello sguardo il potere di bloccare mia madre impedendole anche solo di pensare a scagliargli contro un incatesimo di difesa. Ma non è mai riuscito ad impedirmi di desiderare le maledizioni peggiori per lui. Per quel lurido schifoso inutile babbano.
Pensavo a questo quando diedi la mia fiducia al Signore Oscuro, pensavo a mio padre quando uccidevo qualcuno. Babbano o mezzosangue, Pensavo a quanto mi facesse schifo avere il sangue di mio padre nelle vene.

Non sono cambiato. Posso fingere di essere diverso ma non posso ingannare il mio istinto.
E' la terza notte che trascorro insonne a causa di quel sogno. Sempre il medesimo. E' notte, attraverso il cortile lasciandomi Hogwarts alle spalle. Mi volto un istante a guardare ciò che lascio, consapevole della felicità che racchiude quel luogo e della sopravvivenza che trovo nel luogo in cui andrò. La rabbia e i ricordi riaffiorano e nessuna felicità riesce a cancellarli ma solo...nasconderli momentaneamente. So che è così, è un meccanismo dal quale non posso scappare. So che non ho vie di fuga. Infatti indosso la maschera e proseguo.

Non riesco a continuare il sogno. Nel momento in cui la maschera mi separa dalla brezza notturna mi sveglio di soprassalto e mi ritrovo immerso nei dubbi e nei sensi di colpa. Stanotte ho riletto le ultime lettere di Myra e Anna. Non ho risposto nel più gentile dei modi, lo riconosco. Ma vorrei che smettessero spontaneamente di scrivermi senza indurmi a pregarle di lasciarmi stare. Faccio così per poter accusare anche loro di avermi lasciato. Lo ammetto, perchè dovrei nasconderlo a me stesso? Eppure ciò non mi impedirà di provare dispiacere se non riceverò più le loro risposte.

"La lontananza da te e' una cosa che mi pesa sempre Severus e lo sai bene.
Ammetto di averne approfittato con gli auguri, ma sai che sono sinceramente tua amica.
Mi ha molto colpito quello che ti ha scritto la signorina Malfoy e, credimi, penso che tu l'abbia fraintesa.
Ma forse e' normale, per te, forse e' per colpa di quello che sei, di quello che hanno voluto che fossi, che non riesci a pensare che al mondo ci siano persone che si preoccupano per te, che soffrono, sentendoti infelice, che vorrebbero saperti sereno.
Io so che dentro di te, nascosto persino a se stesso, c'e' un Severus che capisce. So che la machera che hai costruito attorno a te e' resistente, ma, appunto, una maschera.
Un giorno, forse, scivolera' e allora capirai quello che io, la signorina Malfoy e, sono certa, molte altre persone, volevano dire.
Ti abbraccio, come sempre.
Myra"

"Iniziava con queste parole il mio messaggio di ieri, e purtroppo mi sono resa conto che tutto il resto è stato inutile. Sono stata, purtroppo, fraintesa.
Non ho mai parlato con Silente, se non per spiegargli i motivi del mio aver abbandonato la scuola. Allora il Preside se ne dolse, ma non si sentì di impedirmelo, sapendo che non avrei potuto in altro modo sfuggire a tutto ciò che il mio cognome comporta.
Tantomeno ho parlato con zia Narcissa. E' troppo succube di suo marito perchè io possa fidarmi di lei, anche se non ho mai smesso di volerle bene.

Mi ero semplicemente illusa che Lei sapesse ancora riconoscere la voce del cuore, la voce della vera amicizia, di un affetto disinteressato. Mi sono illusa di poterLe essere di conforto in quella che dai Suoi scritti traspare chiaramente come una fortissima lotta fra le due forze che hanno finora condizionato la Sua vita.
Non ho ricevuto nessuna imbeccata, nessun suggerimento, se non quelli che quotidianamente mi suggerisce il mio cuore quando penso a Lei, come non ho mai smesso di fare. Come non smetterò, comunque, di fare.
In questo momento provo solo tanta tristezza e tanta rabbia. Sento di odiare ancora di più i miei nemici, i miei parenti e tutti i loro degni compagni di scelleratezze, perchè se sono riusciti ad avvelenare anche una mente eccellente come la Sua, a fare di Lei una persona che non è più capace di accettare, di riconoscere la vera amicizia, allora davvero il loro potere è enorme.
Lei non ha affatto bisogno di svanire. Ha solo bisogno di convincersi che al mondo non esistono soltanto amicizie interessate, false, opportunistiche. Ha bisogno solo di credere che una persona lontana, non fosse altro che un ex studentessa insignificante, può mandarLe un messaggio di vero affetto, di stima, di rispetto, di fiducia, senza che dietro di esso si nasconda nessun secondo fine e nessuna macchinazione.
Se riuscirà a credere a questo, qualunque siano le decisioni che prenderà in futuro, sarà ancora e sempre il Professore che io amo e rispetto, l'uomo forte e coraggioso che ricordo con tanta nostalgia.
Se, al contrario, permetterà alla diffidenza ed all'amarezza di trionfare, allora davvero il Signore Oscuro, i Mangiamorte, gli odiosi Malandrini, quell'insopportabile Sirius, avranno vinto, avranno sconfitto una mente ed un cuore eccezionali.
Non lasci che questo avvenga.

Se il mio messaggio Le ha dato fastidio, mi dispiace. Le prometto che non La disturberò mai più in futuro. Ma continuerò a volerLe bene: questo, nemmeno Lei può impedirmelo.
Anna Malfoy"

Non sono cambiato. Forse è vero che esiste in me un lato buono, come continuano a sostenere Myra e Anna. Forse poteva esistere ma non ora. Quel lato è morto da tempo. Sepolto sotto tutto il rancore che provo e le colpe che macchiano la mia coscienza. Non riesco a sentirmi un uomo pulito. Nè posso dividermi dall'identità che mi ha accompagnato per anni. Quella maschera rappresenta tutto ciò che sono.

Diario di Severus Piton
13 febbraio 1996
Hogwarts, Ufficio, h 15.39

Non scrivo da molto. Sto perdendo voglia e abitudine di continuare a scrivere qui. E' vana la speranza di riuscire, con questo diario, a far ordine fra i miei pensieri. Ed è ora di smettere di pensare diversamente.
Ho continuamente la mente altrove ma riesco ancora decentemente a nascondere tutto senza coinvolgere, erroneamente ovvio, esterni nella mia vita privata. Eseguo le azioni di ogni giorno meccanicamente, come fossi prigioniero di una maledizione. Non ho più parlato con nessuno: Silente, Lucius, Myra...Anna. Sarebbe inutile. Con Silente e Lucius porterei solo avanti il mio doppiogioco. Con Myra e Anna tenterei soltanto di allontanarle, ben sapendo di non riuscirci.

Vorrei davvero trovare una risposta. Definitiva. Che sia per sempre e al diavolo le conseguenze. Non mi preoccupo della reazione dei compagni che dovrei lasciare. Ciò che non mi dà pace è l'insicurezza che provo ogni volta che credo di aver fatto la scelta finale. Ma è solo la scelta a causare indecisione. Il mio scopo è sempre stato il medesimo fin da ragazzo. Forse inconsciamente riconosco l'impossibilità del mio obiettivo, so che è utopico. Per questo non giungo mai ad una scelta. Per non dover ammettere a me stesso che ho sempre fallito inseguendo un traguardo irrealizzabile.

Diario di Severus Piton
6 marzo 1996
Hogwarts, Sala Insegnanti h 17:22

Riprendo in mano il diario per chiudere qui certi pensieri che non devo, per il mio bene, tenermi dentro troppo a lungo. Nell'ultimo mese la situazione si era fatta insostenibile portandomi, sabato scorso, ad evadere da tutto. Dalle persone, i luoghi, le azioni che riempiono ogni mio giorno. Ho fatto una lunga passeggiata che, fortunatamente, mi ha tenuto lontano da Hogwarts fino a sera quando, tornando, le luci della Sala Grande e le voci allegre degli studenti erano già pronte a sostituire una serata che, altrimenti, sarebbe stata vuota, solitaria, trascorsa nel mio ufficio.

Non ci andavo da mesi e mi sono sentito in colpa entrando in quel luogo, come se qualcuno sapesse, conoscesse ogni mia azione e si levasse ad accusarmi di aver dimenticato. No, non ho dimenticato. Quando qualcuno ti entra nel cuore vi resta per sempre, ha poca importanza il motivo per cui è entrato nella tua vita. Non lo puoi cancellare. E perfino io, dopo svariati anni, l'ho finalmente capito.
Le due pietre sono intatte, lisce. Come lo sono sempre state. Ci sono dei fiori, sempre freschi... probabilmente qualcuno dell'Ordine si occupa di tenere pulite le tombe. Mi chiedo se qualcuno ci abbia mai portato Potter qui. Quando guardo quel ragazzo fare l'imbecille con i suoi amici provo quasi invidia. Pare così estraneo alla solitudine che sento io.
E' come se fossi ancora in quel luogo. Rivedo tutto nella mia testa, come ogni altro ricordo che mi lega a loro. E anche questo devo chiuderlo fra queste pagine, sperando che non riaffiori nel mio animo.

Eppure mi ha fatto bene andare là. Concedere ai ricordi un'intera giornata mi ha fatto bene. E mi chiedo che importanza abbia da che parte mi schiero se non potrò più avere ciò che, da ragazzo, ho sempre osservato con l'unica speranza di poter fare parte anch'io di quel gruppo di amici così spensierati.

Diario di Severus Piton
11 aprile 1996
Hogwarts, Aula di Pozioni h. 11:02

Mai avrei creduto di provare sollievo per un motivo simile. Le giornate si stanno allungando, il chiarore e la freschezza della sera si concedono per sempre più minuti in questi giorni. E' una sensazione di serenità che non assaporavo da tempo. Forse anche motivata dal fatto che in questo ultimo mese non ci sono novità da entrambe le parti. Non so se questa insolita tranquillità sia dovuta alla segreta preparazione di un grande piano da parte dei miei compagni mangiamorte. Non sento Lucius da molto. Le riunioni dell'Ordine proseguono ma senza preoccupazione. Al numero 12 di Grimmauld Place i membri dell'Ordine entrano ed escono senza allarmismo. Solo per scambiare quattro parole o per cenare insieme. Almeno così dice Minerva, io evito accuratamente di metter piede in quella casa a meno che non sia proprio necessario.

Al termine delle lezioni pomeridiane mi ritiro come d'abitudine nel mio ufficio per un tè preferendo qualche attimo di solitudine alla compagnia dei miei colleghi riuniti nella Sala Insegnanti. Ma ieri, con la scusa di dovermi recare alle Serre per fare scorta di madragora, mi sono concesso una passeggiata nel giardino. Da lontano mi arrivavano le voci degli studenti riuniti sulle sponde del lago, intenti a godersi una sensazione che perfino io associo a quella estiva. Tuttavia il mio animo non cambia, ancora mi stupisco di come io riesca a trovare del negativo in ogni situazione. Anche in questa serenità. Tra un paio di mesi terminerà l'anno scolastico e tornerò a Spinner's End. Una tranquillità del tutto diversa da questa. Qui a Hogwarts non c'è neanche il più flebile velo di angoscia.

Diario di Severus Piton
18 maggio 1996
Hogwarts, Aula di Pozioni h. 00:03

Tra meno di un mese tornerò a casa. Gli ultimi giorni sono stati pesanti per via degli esami...la prospettiva di un'intera estate di tranquillità e solitudine dovrebbe rasserenarmi? La fine dell'anno scolastico non è mai stata motivo di gioia per me. Ogni volta, da quando avevo 11 anni, mi assale il medesimo timore. Col trascorrere del tempo ho imparato a convincermi che Hogwarts non può morire. Ciò non ha impedito a quell'orribile pensiero di ripresentarsi ogni anno con l'avvicinarsi dell'estate.
Da ragazzo temevo che tornando a casa non avrei più messo piede a Hogwarts. Mio padre avrebbe potuto impedirmelo. Ma ora, che motivo ho di dubitare sul mio ritorno?

Il silenzio di Lucius e degli altri mi ha dato modo di prendere tempo e rimandare la scelta. Quella maledetta scelta. Avrò ancora modo di tornare sui miei passi? Talvolta mi auguro che non mi si presenti più la possibilità di scegliere. Per me nulla è più importante di Hogwarts ma da qualche parte, dentro di me, risiede sempre il bisogno di essere un mangiamorte. E' impossibile aprire una finestra e inspirare la brezza notturna senza avvertire il brivido che sentivo quando mi calavo la maschera sul viso. E devo ammettere a me stesso di averci pensato anche nei miei momenti migliori... quando Hogwarts, per esempio, era in festa. Da ragazzo e da uomo. Sempre.

Cosa è cambiato da allora? Sono più vecchio, ovviamente. Obiettivamente, credo di aver accentuato i miei lati negativi. Di lati positivi non penso di averne mai avuti. Silente direbbe il contrario e ha davvero tentato di convincermene. Sebbene sia una delle due persone a cui io tenga di più non posso credere ad ogni sua parola. Myra non ha avuto più fortuna di Silente.
In cosa sono cambiato? Ricordo quanto fosse emozionante, da ragazzo, correre nella notte con i miei compagni. Ci confondavamo tra le ombre prima di mostrarci con le bacchette levate, prima di colpire. Prima di uccidere.
Il tempo ha alleviato quell'emozione. I continui ripensamenti, le scuse, la vergogna, il dubbio...ormai quell'emozione non può tornare quella di prima.
Solo Hogwarts non è cambiata. Brilla sempre della medesima luce...quando la guardo è come se gli ultimi 25 anni non fossero mai esistiti.
 
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